Biografia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ida Maranca nasce nel 1899 ad Albano Laziale, studia recitazione nel 1919 presso l'Accademia di Santa Cecilia e inizia la sua carriera a Roma con lo pseudonimo Marcella Albani per la Miriam Film ove interpreta tre pellicole sotto la regia di Guido Parish.

Nel 1920 si trasferisce a Torino dove interpreta un numero considerevole di pellicole per l'Ambrosio Film sino al 1922 quando la famosa casa di produzione chiuderà i battenti. Nel 1923 trova una seconda patria a Berlino ove gira per la Nivo Film e subito dopo - visto il clamoroso successo - fonda la Albani Film.

Nell'effervescente capitale tedesca lavora accanto ad attori come: Paul Wegener, Werner Krauss e Wladimir Gaidaroff. La dirigono, tra gli altri, registi di vaglia come Joe May, Friedrich Zelnick, Whilhelm, Greenbaum e Whilhelm Dieterle. Alla fine degli anni Venti reciterà anche in Francia (L'évadée, 1928), Austria (Das Weib am Kreuze, 1929) e Cecoslovacchia (Hricy Lasky, 1929) o per altre case di produzione tedesche quali la Phoebus e la AAFA Film (Dagfin lo sciatore, Russia).

Nel 1930 è di nuovo in Italia ove Guido Brignone ha appena fondato la Cines e per lui parteciperà a Corte d'Assise al fianco di Renzo Ricci e Carlo Ninchi.

Nel 1931 sposa a Venezia lo scrittore e giornalista Mario Franchini.

Nel 1932 partecipa insieme a Mary Pickford, Kay Francis e Brigitte Helm alla 1ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ideata dal conte Giuseppe Volpi, e di nuovo per la Cines è tra le interpreti di Non son gelosa di Carlo Ludovico Bragaglia.

Nel 1934 gira con la regia del marito Mario Franchini Ritorno alla terra e La città dell'amore. Se si escludono alcuni cameo in Stradivari (1935) e Il principe di California (1936), film che vinse la Coppa Mussolini a Venezia l'anno successivo, non calcherà più le scene.

Negli anni '30 l'Albani scriverà per alcune testate giornalistiche (La Cirenaica, La Stampa, Il Corriere Emiliano, Il Corriere del Salento) e alcuni romanzi di genere sfruttando la sua popolarità sia in Germania che in Italia (Triumph del Liebe), alcuni dei quali verranno anche trasposti per il cinema: Ritorno alla terra (1934) e La città dell'amore (1934). Ricordiamo tra quelli pubblicati in Italia: Innamorata, L'amata e Straniera.

Nel dopoguerra aiuterà il marito nell'impegnativo ruolo di corrispondente dalla Germania Federale per importanti testate giornalistiche italiane. Si spegnerà in un sobborgo residenziale di Bonn, Bad Godesberg, nel 1959.